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Via Appia

Anche il territorio pugliese potrebbe arricchirsi di un nuovo sito patrimonio dell’umanità. Parliamo della Via Appia, l’antica strada che collegava Roma a Brindisi, uno dei porti più importanti della storia, e che coinvolge 74 comuni di quattro diverse regioni: Campania, Lazio, Puglia e Basilicata.

L’iter per inserire “Via Appia. Regina Viarum” nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco è stato avviato lo scorso maggio 2022 dal Ministero della Cultura.

La candidatura sarà presentata entro il 1° febbraio 2023. Dopo il complesso e lungo iter di valutazione da parte dell’ICOMOS (l’organismo consultivo del Comitato del patrimonio mondiale), l’auspicio è che l’Appia sia riconosciuta nella famosa lista durante la Sessione estiva tra giugno e luglio del 2024.

 

La storia della Via Appia

L’Appia Antica fu progettata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco. Il suo intento era quello di realizzare un asse che collegasse Roma a Capua per il movimento delle truppe durante la Seconda Guerra Sannitica.

Dopo la sconfitta di Pirro nel 268 a.C., fu estesa fino a Benevento e ampliata sino a Taranto. Solo verso il 190 a.C. raggiunse il porto di Brindisi, passando per Troia (FG), Canosa di Puglia e Bari.

La Via Appia è una delle più grandi opere di ingegneria del mondo.

Nel suo sviluppo totale la Regina Viarum, come la definì il sommo poeta romano Papinio Stazio, raggiunse la misura di 530 km.

Oggi, pellegrini, viandanti e amanti dell’escursionismo posso godere del fascino di un percorso millenario, delle bellezze paesaggistiche e delle eccellenze gastronomiche come l’olio extravergine d’oliva biologico prodotto nella nostra Masseria, delimitata dall’antica Via Appia Traiana da cui prende il nome.

Così, esplorando le bellezze culturali e naturalistiche del territorio si respirano arte, storia, natura immersi tra i nostri ulivi secolari, testimoni solenni di tempi lontani.

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